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sabato 4 gennaio 2020

Ai piedi degli dei. Le calzature dal mondo classico al contemporaneo

Al Palazzo Pitti di Firenze la mostra Ai piedi degli dei racconta il mondo delle scarpe dai tempi antichi ai giorni nostri. Una passeggiata tra le caligae romane e i sandali delle cortigiane greche, passando dalle calzature indossate nei colossal dedicati all'antichità fino ai modelli dei più celebri stilisti contemporanei ispirati al mondo classico.



La mostra, incentrata su un tema tanto affascinante quanto inedito, racconta gli infiniti ruoli che la scarpa ha rivestito in Occidente dai tempi antichi ai giorni nostri. Veri e propri protagonisti del percorso espositivo, formato da 80 opere (alcune delle quali giunte in prestito da importanti musei internazionali come il Louvre), saranno gli esemplari delle principali tipologie di calzature usate nel periodo compreso fra il V secolo a.C. e il IV d.C. e testimoniateci sia su preziose opere d’arte, fra le quali rilievi e vasi dipinti, sia in originale, come gli eccezionali reperti provenienti dal forte romano di Vindolanda nell’Inghilterra del nord.
L’antico è messo a diretto confronto con il contemporaneo. Scarpe di alcuni tra i più grandi stilisti (come Genny, Céline, Richard Tyler, Renè Caovilla, Donna Karan) sono esposte insieme ai modelli originali realizzati dalla più celebre manifattura italiana di calzature per il cinema, il calzaturificio Pompei, per alcuni dei film peplum divenuti veri e propri cult: si potranno ammirare i sandali di Liz Taylor-Cleopatra, i calzari di Charlton Heston-Ben Hur, quelle del Gladiatore Russell Crowe, le calighe dell’Alexander-Colin Farrell. ‘Ai piedi degli dei’ trova infine il suo naturale completamento nella multivisione, ideata e diretta da Gianmarco D’Agostino (Advaita Film) per immergere il visitatore in un universo di immagini in cui archeologia, fashion si fondono con i miti del grande schermo.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Da sempre l’Uomo ha voluto riversare nelle calzature, strumento umile e quotidiano, un riflesso di quei principi di armonia e simmetria che governavano il gusto classico. La scarpa divenne cosi essa stessa opera d’arte, un oggetto plasmato più per esigenze estetiche che pratiche. Proprio per illustrare compiutamente questo ‘destino’ della calzatura, i cui presupposti sono già nel mondo greco-romano, si è voluto allargare il tema di questa mostra a due espressioni della cultura contemporanea intimamente legate fra di loro: il cinema e la moda. Sotto il segno della classicità, i curatori hanno esplorato questo inedito aspetto della ‘Fortuna dell’Antico’, recuperando suggestioni, echi e consonanze che, attraverso le pellicole di film come Cleopatra e l’ispirazione di stilisti, creano un inaspettato legame fra passato e contemporaneità”.
Fabrizio Paolucci, curatore della mostra e direttore del Dipartimento Antichità degli Uffizi:
“La scarpa non è soltanto un accessorio e questo concetto era ben chiaro già agli antichi, al pari dell’abilità che richiedeva il realizzarle. Platone, ad esempio, non esitava a definire l’arte del calzolaio una vera e propria scienza. Con la sua foggia o i suoi colori, questo indumento raccontava tutto della persona che le indossava: il sesso, la condizione economica, la posizione sociale e il lavoro. Quel che è stato sempre considerato un semplice dettaglio del vestiario, diviene ora il protagonista di un’esposizione, il cui fine è proprio quello di restituire alla scarpa il suo ruolo di prezioso documento del gusto e della tecnica del mondo greco-romano”.




Mostra : Lorenzo Riva e cinquant'anni di alta moda

Al museo della seta di Como la mostra dedicata allo stilista Lorenzo Riva dal titolo Il maestro è nell'anima . Lorenzo Riva Cinquant'anni di alta moda omaggia il lavoro dello stilista monzese esponendo abiti bozzetti, rassegna stampe. Famoso in tutto il mondo per aver vestito le figure più  prestigiose e star del cinema come Isabella Rossellini e Jerry Hall. Alla base della mostra un'ampia catalogazione dell'archivio dello stilista racconta i suoi lavori e le sue varie collaborazioni nel mondo del cinema, come I panni sporchi di Monicelli  e La migliore offerta di Tornatore. 


Frequentatore attivo della cultura milanese tra gli anni Settanta, Ottanta e Novanta, Riva vanta numerose collaborazioni con grandi artisti contemporanei protagonisti del Secondo Dopoguerra italiano: la più prestigiosa, che si troverà in mostra, è quella con Mimmo Rotella, ideatore indiscusso della pop art italiana; alcuni dei suoi vestiti sono la rielaborazione diretta di celebri dipinti dell’autore dei décollagepiù famosi al mondo. La produzione artistica di Riva dagli anni Sessanta ad oggi è una carrellata temporale su generi ed epoche in mutamento e l’allestimento della mostra verterà proprio su questo: tracciare in senso compiuto l’avvicendamento storico del gusto e dello stile, il mutamento del gusto estetico della moda e della conseguente evoluzione stilistica.


“Il titolo “il Maestro è nell’anima” è un augurio: quello che Riva, maestro della moda contemporanea, dentro l’anima per sempre resterà, come direbbe Paolo Conte” commenta Paolo Aquilini, curatore della mostra. Bianca Passera, presidente del Museo della Seta di Como, racconta la genesi della creazione di questo omaggio al celebre stilista: “L’occasione di costruire questa mostra è nata dalla donazione che il museo ha ricevuto di un magnifico abito creato da Lorenzo Riva in occasione della presentazione dell’edizione dello scorso autunno di Tess, la rivista dedicata alla moda nel mondo e alla creatività comasca. Un abito sartoriale verde smeraldo, di una meravigliosa seta tecnica di nuova generazione della Tessitura Imperiali: una bellissima creazione che Lorenzo Riva ha realizzato, donandocela. Se aggiungiamo il forte legame con Como che Lorenzo ha sempre avuto - qui sceglie i suoi tessuti, qui ha tratto molto della sua ispirazione e qui viene per momenti di relax - tutto ci è sembrato perfetto per celebrare la sua fama internazionale a tutto tondo: sia come stilista di abiti da sposa e di star, sia il suo legame con l’arte e, infine, con il nostro territorio”. 



Dal 29 Ottobre 2019 al 31 Marzo 2020

LUOGO: Museo della Seta Como
http://www.museosetacomo.com


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