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giovedì 23 giugno 2016

Barbie. The Icon

 " Barbie.The Icon" la mostra in corso al Complesso del Vittoriano racconta l'incredibile storia della bambola più famosa  al mondo.

Il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, ma per tutti è solo Barbie. Molto più di una semplice bambola, è un'icona globale, che in 56 anni è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale e antropologica. 
L'esposizione mostra Barbie in mille diverse professioni e con vari look. Ha indossato tantissimi abiti per 980 milioni di stoffa. E' cambiata con il passare del tempi e delle mode, per essere sempre al passo con il mondo ed è diventata una vera icona. 



Complesso del Vittoriano - Ala Brasini dal 15 aprile al 30 ottobre 2016.








martedì 23 febbraio 2016

5 Things I loved this Week

EN. A moodboard with 5 things I loved in the last week:
my breakfast 
flowers 
sport
green color
Trevi Fountain by night


IT.  Un moodboard con le  5 cose che ho amato nella scorsa settimana  :
ritagliarsi un po' di tempo per fare una lunga colazione
i primi fiori
fare sport
il colore verde
la fontana di Trevi di notte










Antonella Rossi

Fontana di Trevi



venerdì 7 agosto 2015

Racconti di estate al cinema

Una mostra racconta le vacanze nel cinema italiano dal 1949 al 2011 attraverso una rassegna fotografica. Con foto di set e di scena, Villeggiatura e vacanze nel cinema italiano 1949 – 2011  vuol rendere conto di come il nosto cinema abbia raccontato le vacanze, da occasione destinata a pochi privilegiati a momento di spensieratezza di massa, fino ai primi evidenti segnali della crisi. Così la vacanza diventa uno specchio del paese da Morte a Venezia a Basilicata coast to coast, da Sapore di mare a Immaturi.



Ad inizio secolo sono ambientati  Morte a Venezia  di Luchino Visconti (1971) e La contessa azzurra di Claudio Gora (1960).  Gli anni ’30 a villeggiature estive  e movimentate presso i parenti di Sasso Marconi (La via degli angeli di Pupi Avati, 1999), e ad agiati periodi di riposo sul litorale veneto, quali piacevoli pause nella  ricerca di una giovane moglie per un ricco italoamericano (Americano rosso di Alessandro D’Alatri, 1991). La villeggiatura cinematografica dei primi anni ‘40 non può essere spensierata e deve fare i conti con il periodo bellico, che vede, in  Estate violenta di Valerio Zurlini (1959),  fare da sfondo a Riccione all’amore contrastato tra un giovane studente e una bella vedova di guerra,  e che in Hotel Meina di Carlo Lizzani (2007) si sofferma su un gruppo di ebrei, villeggianti forzati in un hotel sul lago Maggiore. Nel dopoguerra il cinema italiano racconta in diretta le lunghe vacanze, soffermandosi  anche sulle sofferte vacanze delle servette al seguito di famiglie di commercianti che possono permettersi due mesi a Ladispoli (Il sole negli occhi di Antonio Pietrangeli, 1953). Ancora non per molti è Tempo di villeggiatura come spiega  Antonio Racioppi nel suo film del 1956 ma ormai la vacanza contagia tutti ed è tempo di metterla decisamente in commedia.




Con i primi segnali di ripresa la voglia di scappare al mare contagia un po’ tutti e la commedia si appropria del tema per raccontare domeniche in spiaggia, vacanze in città e avventure estive dagli esiti non proprio imprevedibili. A far da apripista è Domenica d’agosto di Luciano Emmer (1950), intreccio di storie e personaggi durante una giornata festiva ad Ostia. Il film di Emmer funge da esempio per molta della commedia balneare del decennio e di quelli successivi, in gran parte dei casi più scanzonata e leggera rispetto al capostipite. Costruiti su tipi da spiaggia e bellezze in bikini, con i primi che corteggiano le seconde non sempre con successo,  approdano sullo schermo tra gli altri  Non scherzare con le donne di Giuseppe Bennati (1955), Vacanze a Ischia di Mario Camerini (1957), Mariti in città di Luigi Comencini (1958), Racconti d’estate di Gianni Franciolini (1958), Femmine di lusso di Giorgio Bianchi (1960), Le magnifiche sette di Marino Girolami (1961), Leoni al sole di Vittorio Caprioli (1961), Una domenica d’estate di Giulio Patroni (1962). In questo panorama Alberto Lattuada fa filtrare una verve antiperbenista (La spiaggia, 1954).  Ci si occupa anche, ma in casi più sparuti, di vacanze sulla neve (Vacanze d’inverno di Camillo Mastrocinque, 1959) ancora comunque  riservate a pochi abitué e a qualche casuale intruso.



E poi dal boom alla crisi. La vacanza come specchio del boom, del suo benessere e delle sue prime crepe, con la registrazione dei segnali che annunciano la crisi dei decenni successivi. La commedia all’italiana, con Dino Risi in testa (Il sorpasso, 1962), affronta il tema per evidenziare inquietudini,  immaturità e sbandamenti (La voglia matta di Luciano Salce, 1961). L’argomento però non è più solo preda della commedia e volge al dramma, spesso sentimentale come nei casi di L’estate di Paolo Spinola (1966), con Enrico Maria Salerno diviso tra l’amante Nadja Tiller e la di lei figli Mita Medici, e di Amanti  di Vittorio De Sica (1961) dove sullo sfondo della palladiana Villa di Maser affrescata dal Veronese e di Cortina si consuma il breve incontro tra Marcello Mastroianni e Faye Dunaway, colpita da un male incurabile. Le isole Tremiti e l’isola di Ponza fanno rispettivamente da sfondo a vacanze  chiuse drammaticamente, rispettivamente per Violenza al sole - Un’estate in quattro di Florestano Vancini (1968), con un aitante Giuliano Gemma ucciso per gelosia, e per Il sole nella pelle di Giorgio Stegani (1971), fuga d’amore per una giovane Ornella Muti, figlia di un’industriale. La vacanza tocca tutti (Colpo di sole di Mino Guerrini, 1968) e nel segmentato La vita provvisoria di Vincenzo Gamma (1962), un episodio è dedicato a giovani novizie in spiaggia, con una di loro che rischia l’annegamento. Sergio Citti racchiude umanità varia, compresa una giovane Jodie Foster da maritare perché incinta, e miserie quotidiane in Casotto (1977), sul litorale romano.




Il cinema italiano non tarda molto a portare sulle strade ragazzi e ragazze in cerca di novità e divertimento. Il clima è quello della commedia, anche se non mancano eccezioni alte e drammatiche come L’avventura di Michelangelo Antonioni (1960). La vacanza on the road è comunque una costante che attraversa un po’ tutti i decenni e che man mano si allarga a più generazioni. Joan Collins ne La congiuntura di Ettore Scola (1964) cerca di esportare capitali in Svizzera con l’aiuto dell’ignaro Vittorio Gassman, e  Alberto Sordi è il compagno di Bernard Blier nell’avventura senile di Una botta di vita di Enrico Oldoini (1988). Nanni Moretti punta alle Eolie in cerca di una impossibile tranquillità (nell’episodio Isole di Caro diario, 1993) mentre il terzetto di giovani in camper (Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo e Massimo Cecchierini) si lascia irretire e sedurre dalla ladra Asia Argento (Viola bacia tutti di Giovanni Veronesi, 1998). I musicisti di Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo (2010) scelgono il percorso a piedi, immersi nella natura lucana, finendo per arrivare tardi ad una agognata esibizione.


La vacanza oggi si è spezzettata e il cinema degli ultimi vent’anni ha registrato questo cambiamento. Il mare continua a farla da padrone ma le alternative ormai sono diverse. Ne La settimana della sfinge di Daniele Luchetti (1990), la riviera romagnola offre lo scenario per i battibecchi amorosi di Margherita Buy e Paolo Hendel. Battibecchi e contrasti ideologici tra vacanzieri di destra e di sinistra li serve Paolo Virzì in Ferie d’agosto (1996).  La vacanza può diventare sospensione dalla vita quotidiana (Pane e tulipani di Silvio Soldini , 2000) o punto di partenza per la scoperta di altre realtà (Quando sei nato non puoi più nasconderti di Marco Tullio Giordana, 2005). Materia prima per la lunga serie dei cinepanettoni (uno per tutti: Natale in crociera di Neri Parenti , 2007), le vacanze restano occasione comica per i fratelli Vanzina di Un’estate al mare (2008). Non tutti possono fuggire al mare e c’è anche chi, per motivi diversi, è costretto a rimanere a casa (Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gegorio, 2008). Di recente, infine, l’estate, al mare o in montagna non è più stagione di spensieratezza ma solo pausa di un’esistenza senza prospettive (Sul mare di Alessandro D’Alatri, 2010) o periodo per confrontarsi con la difficoltà della maternità (Quando la notte di Cristina Comencini, 2011).




Ma la vacanza anche soprattutto memoria di un tempo passato, più o meno felice, con cui confrontarsi e fare i conti. I primi a giocare con la nostalgia sono i fratelli Vanzina di Sapore di mare (1983), riandando all’estate dei primi ani ’60 a Forte dei Marmi,  aprendo un fortunato filone al botteghino, e sulla cui scia si situa il più personale Tredici a tavola (2004) di Enrico Oldoini,  sull’estate dei suoi 18 anni, tra il casale dei nonni nell’entroterra e il mare di Castiglioncello. Tra nostalgia e omaggio al padre produttore Carlo Infascelli si muove Zuppa di pesce di Fiorella Infascelli (1991) mentre costruisce un bel racconto di formazione Massimo Martella con Il tuffo (1993), in una calda estate cittadina degli anni ’60.  Con un andirivieni tra gli anni ’70 e oggi,  tra città (Livorno) e spiaggia, Paolo Virzì con La prima cosa bella (2010) tratteggia un bel ritratto di mamma vitale, e suo fratello più giovane, Carlo Virzì con  L’estate del mio primo bacio (2006) ritorna alle vacanze del 1987 dell’adolescente Gabriella Belisario in una villa dell’Argentario. I protagonisti di due film di “memoria ritrovata” si riuniscono, per scelta (Da zero a dieci di Luciano Ligabue, 2002) o perchè costretti da singolari circostanze (Immaturi di Polo Genovese, 2011), e sono costretti a far i conti con il proprio passato,  in un momento legato alle vacanze, piene o agognate, e a trarre bilanci, con qualche rimpianto e un po’ di nostalgia.

VILLEGGIATURA E VACANZE NEL CINEMA ITALIANO  1949 - 2011
Mostra fotografica a cura di Antonio Maraldi
 
Casa del cinema 
Roma
 
Mostra fotografica a cura di Antonio Maraldi

ORARI
lunedì - domenica ● 16.00 – 20.00

martedì 28 aprile 2015

Le azalee di Piazza di Spagna

Come ogni anno torna la mostra di azalee sulla scalinata di Scalinata di Trinità dei Monti .  Da metà aprile a metà maggio 600 vasi di azalee saranno esposti  nella splendida cornice di Piazza di Spagna, una delle più belle piazze di Roma.










venerdì 16 gennaio 2015

Bellissima: L’Italia dell’alta moda 1945-1968




Bellissima: L’Italia dell’alta moda 1945-1968, la mostra in corso al Museo Maxxi (Roma),  raccoglie scatti e abiti del periodo magico dell'alta moda italiana dal dopoguerra al '68. La guerra era terminata e a Roma, Firenze e Milano ebbe inizio un periodo di grande creatività e fermento. Il gusto degli atelier italiani cominciò a essere apprezzato dalle dive dell'epoca e riconosciuto a livello internazionale. Il titolo della esposizione è preso dal film di Luchino Visconti del 1951, che fissa Anna Magnani in una delle sue interpretazioni più intense, ma il termine rimanda anche alla bellezza femminile e allo stile di vita di quegli anni con le sue atmosfere, la dolce vita, l'Hollywood sul Tevere, le attrici che amavano indossare abiti delle sartorie italiane.
Bellissima non è solo la storia dell’alta moda, è soprattutto il tentativo di ricomporre, con il filtro di oggi, la complessa immagine della moda italiana, in un racconto corale fatto di tante storie che sono il tessuto che diede forma al grande successo che va sotto dell’etichetta “made in Italy”.

L'esposizione mostra gli abiti spettacolari che hanno illuminato i grandi balli e  le platee dei teatri, l’eleganza degli abiti da cocktail, le creazioni per le dive della Hollywood sul Tevere, i risultati della ricerca formale frutto delle collaborazioni tra sarti e artisti.








giovedì 27 novembre 2014

Appuntamenti immancabili per amanti dello Shopping


Ciao vi vorrei segnalare delle iniziative davvero carine per le amanti dello shopping. Si tratta di due shopping experience, una è di Laura Biogiotti e l'altra è della White Gallery. Entrambe sono a Roma e sono attive fino al 31 dicembre. Potrete visitare le boutique, scoprire le ultime creazioni, provarle e avere anche uno sconto speciale per i titolari MasterCard.


In partcolare nella boutique di Laura Biagiotti in via Mario De Fiori (Roma) è possibile andare alla scoperta delle suoi lavori e provarle.
Poi immancabile è anche una visita alla White Gallery. Se non siete mai stati alla White Gallery vi consiglio di anadrci. E' più che una semplice boutique, infatti sembra di essere in una galleria d'arte. Qui c'è la moda in tutte le sue varianti attraverso le collezioni dei più noti marchi a livello internazionale. Moda, accessori, fragranze, design sono in una cornice innovativa e unica. 
 Anche qui fanno dei servizi particolari per i possessori della carta MasterCard : è possibile avere un personal shopper dedicato, servizio sartoria entro 24 h e consegna a domicilio. In più riceverete un trattamento speciale e un regalino. 









venerdì 18 luglio 2014

Antonio Grimaldi Haute Couture


Elegante e quasi di altri tempi la capsule collection di Antonio Grimaldi, che ha sfilato nel suggestivo palazzo Besso sede dell’atelier. L’ispirazione viene dagli anni Venti, dagli anni Ruggenti e dalle flappers. La palette di colore attinge alle nuances sfumate che vanno dal blu al nero, dal verde all'avorio.

La collezione comprende eleganti capi dal gusto raffinato, longdress neri illuminati da scintillanti bagliori dei decori e corpetti con lunghi e complessi ricami.


Protagonisti della collezione sono l’artigianalità, i decori che impreziosiscono gli abiti e la perfezione sartoriale.






















Giada Curti Fall-Winter 2014/2015



Una collezione che fa sognare quella di Giada Curti! 
Abiti preziosi e leggeri sfilano in una passerella con sontuosi lampadari. I dieci capi a volte ricamati sono in seta, pizzo chantilly, macramé e hanno linee pulite, mantenendo così l'allure che caratterizza la maison.

La nuova collezione prende il nome Shukran e guarda al mondo arabo, in particolare a Dubai con gli abiti lunghi raffinati, il rosa delle tonalità del deserto, il grigio degli acciai dei grattacieli moderni e la canzone delle donne arabe Zaghrouta.





Il rosa è nella gonna di Douchesse di seta con le tasche, sormontata da un top di gradi paillettes acciaio; nel tubino tatuato di rose macramè; nell’abito morbido dai polsi ricamati da cristalli e paillettes madreperla; il rosa è nell’abito sirena costruito con pizzo rebrodè, stretto in vita da una cinta di seta ricamata con pietre cristalli e perle su una base di fili di metallo intrecciati. La lana costruisce inaspettatamente un abito da sera bianco dalla gonna di seta. 



Gli abiti definiscono il punto vita, la lunghezza conferisce determinazione alla silhouette, sontuosi scolli geometrici lasciano la schiena nuda. I modelli della collezione raccontano un’eleganza disinvolta
Raffinati accessori donano alla collezione Shukran un tocco di grazia: alti bracciali di metallo; le borse Gbag in lana e cristalli; il Turbante, accessorio centrale in questo racconto, costruito in seta e ricamato di pietre, perle, paillettes, metallo.
I dieci modelli di questa capsule collection Shukran anticipano la partecipazione di Giada Curti Haute Couture alla Dubai Fashion Week 2014 in autunno, dove sarà presentata l’intera collezione, anche in vista dell’imminente apertura dell’Atelier Giada Curti di Dubai.












 Location della sfilata Excelsior Roma, via Veneto







giovedì 10 luglio 2014

A Scandalous Fountain in Rome. The Fountain of Naiads




EN. "He parks in front of that gorgeous fountain with the bodacious naked nymphs cavorting so pornographically with their giant swans. This fountain was built fairly recently, by Roman standards. According to my guidebook, the women who modeled for the nymphs were a pair of sisters, two popular burlesque dancers of their day. They gained a fair bit of notoriety when the fountain was completed; the church tried for months to prevent the thing from being unveiled because  it was too sexy. The sisters lived well into old age, and even as late as the 1920s these two  dignified old ladies could be seen walking together every day into the piazza to have a look at “their” fountain." 

This is a quote from the novel Eat, Pray, Love. Here the writer describes the Fountain of Naiads in Piazza della Repubblica, Rome.




The story of the fountain dates back to the late 19th century.

Made by the sculptor Mario Rutelli, the Fountain of the Naiads shocked the people. The statues of  four naked nymphs  were considered to be scandalous, immoral and too sexy. The naiads stand for the Nymphs of the lakes, of the rivers, of the oceans, of the underground waters.  Every nymph has  an allegorical animal.



At the beginning, an iron railing surrounded the fountain, although there was the railing, young men kept crowding this site to admire the Naiads. Being faithful to the old papal government, the conservative wing wanted authority to remove the statues in the name of morality and decency. But the Naiads remained there and  the railing was finally removed in 1901.




Rutelli was bitterly disappointed by the disapproval  of  his work, so that he made an odd group of statues for the top of the fountain. Three human figures, a dolphin and an octopus, tangled together in a wrestle, but the group was nicknamed 'the fish fry”.



It  was asked to design another statue to replace “the fish fry”. So the sculptor made a male figure, Glauco, who  embraces a dolphin. It symbolizes the dominion of  the man over natural world. 
In the end the mischief-makers kept quiet and all they could do is think about  the motto of the Order of the Garter: "Hony soit qui mal y pensa" ("Shamed be he who thinks ill of it").






Una fontana scandalosa a Roma
La Fontana delle Naiadi 



IT. Accosta l'auto proprio di fianco alla meravigliosa fontana dove irriverenti ninfe saltellano nude, con pornografica grazia, tra colli eretti e  cigni giganteschi.
 La fontana è stata costruita abbastanza di recente rispetto alle altre fontane.

Secondo la mia guida le donne che avevano fatto da modelle alle ninfe erano due sorelle, due ballerine del varietà, allora famose. La fontana aveva , naturalmente aumentato la loro popolarità, ma le autorità ecclesiastiche avevano cercato per mesi di impedirne l'inaugurazione perché le statue erano giudicate troppo sexy. Le sorelle vissero fino a tarda età e, nel 1920, si vedevano ancora queste due vecchiette, dignitose signore passeggiare nella piazza e contemplare quella che ritenevano giustamente la loro fontana. 

Questa è una citazione dal romanzo Mangia, prega, ama, in cui si descrive la Fontana delle Naiadi che si trova al centro di Piazza della Repubblica a Roma. 

La storia della fontana risale alla fine del 19° secolo.



Realizzata dallo scultore palermitano, Mario Rutelli, la fontana scioccò la gente. Le statue delle quattro ninfe nude furono considerate scandalose, immorali e troppo sexy. Le naidi rappresentavano le ninfe dei laghi, dei fiumi, degli oceani, delle acque sotterranee.  Ogni ninfa ha un animale allegorico del rispettivo ambiente. 

All'inizio , una cancellata circondava la fontana, ma nonostante questa misura protettiva, giovani venivano per ammirare le naiadi. L'ala conservatrice fedele al governo papalino, voleva che le statue fossero rimosse in nome della moralità e della decenza. Ma le Naiadi rimasero e la cancellata fu rimossa nel 1901.

Rutelli seccato dalle critiche rivolte alla sua opera, fa per il centro della fontana uno strano gruppo di statue:  Tre tritoni, un delfino e un polipo, avvinghiati in una lotta. Ma il gruppo scultoreo venne subito soprannominato il "fritto misto" .



Infine, Rutelli mettendo da parte le polemiche realizzò un'altra scultura,  che rimpiazzò il fritto misto. Scolpì il Glauco di ben 5 metri, che stringendo fra le braccia un delfino, gli fa sputare l'acqua con un zampillo. La figura maschile simboleggia il dominio dell'uomo sul mondo naturale. 

Così come scrive Sergio Delli in Le fontane di Roma "le malelingue tacquero e ripensarono al motto dell'Ordine della Giarrettiera: Hony soit qui mal y pensa".

Natale in "Gilmore Girls"

 Natale in "Una mamma per Amica" La lista con gli episodi natalizi delle Gilmore  Christmas Gilmore Girls  Diario realizzato da me...